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IL PARTO NATURALE DOPO 2 CESAREI
E' POSSIBILE?



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IL PARTO NATURALE DOPO 2 CESAREI
E' POSSIBILE?

Scrive la Sig.ra F.

Vorrei sapere se dopo due parti con taglio cesareo, è possibile affrontare un parto naturale; se si, quanto tempo si dovrebbe attendere tra il secondo cesareo ed una terza gravidanza?Considerare che il primo t.c. è stato fatto per sofferenza fetale, il secondo perché troppo ravvicinato al primo
(1 anno e 3 mesi da parto a parto), quindi non per problemi della madre.Grazie e cordiali saluti

Cara F. ,
mi fa una domanda veramente difficile!
Uno dei motivi più frequenti che porta alla decisione di eseguire un Taglio Cesareo è proprio il "Pregresso Taglio Cesareo".
L'indicazione è giustificata dalla possibilità che in una paziente cesarizzata alla prima gravidanza, durante il travaglio di parto, le ripetute contrazioni uterine possano strappare la cicatrice della precedente operazione. Infatti durante il Taglio Cesareo, per estrarre il bambino, bisogna incidere la parete dell'utero e poi ricostruirla con numerosi punti di sutura.
La cicatrice che si formerà avrà una resistenza minore, rispetto al tessuto normale dell'utero, alle sollecitazioni delle contrazioni e potrebbe strapparsi, improvvisamente e drammaticamente, in qualsiasi fase del travaglio.
Il rischio connesso al parto naturale dopo un taglio cesareo è proprio questo: la "rottura dell'utero" che potrebbe avere conseguenze letali per la madre e per il feto e che dipende dal fatto in se che una cicatrice è un punto di minore resistenza.
In realtà non si tratta di quanto tempo sia intercorso tra una gravidanza ed un'altra, perchè teoricamente dopo 15-30 giorni la cicatrice è formata e la sua robustezza rimane invariata anche dopo uno o dieci anni.
Fino a qualche anno fa, in Italia, si tendeva ad eseguire il Taglio Cesareo Ripetuto senza neanche tentare una "prova" di travaglio. Attualmente, anche in seguito all'esperienza dei nostri colleghi (più coraggiosi!) anglosassoni e francesi, la tendenza si sta invertendo.
Effettivamente è possibile avviare una paziente precesarizzata ad un travaglio di prova senza grossi incovenienti. Se sussistono delle condizioni favorenti (parametri biometrici e peso fetale nella norma, assenza di sproporzione tra le dimensioni del feto e le dimensioni del bacini materno, benessere fetale ecc.) e se il lavoro di preparazione è stato fatto bene non ci si trova ad affrontare grosse difficoltà. Questo vale per la seconda come per la terza gravidanza.
...ma ... bisogna sempre avere in mente che il parto naturale è un momento particolarmente delicato e, in qualche caso, particolarmente rischioso per la vita della madre e del bambino e quindi bisogna fare riferimento a un team e ad una struttura clinica affidabili.

Dott. Raffaele Conforti
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IL PARTO VAGINALE

Come nascono i bambini? Nella stragrande maggioranza dei casi la nascita avviene naturalmente. Dopo una media di 280 giorni di gravidanza, l'Utero commincia a contrarsi ritmicamente e dopo alcune ore le contrazioni uterine provocano la progressiva apertura del Collo uterino che da un diametro di pochi millimetri raggiunge una dilatazione di 9-10 centimetri. A questo punto la Parte Presentata, che in genere e' la testa, puo' iniziare ad attraversare la Vagina. Il Canale Vaginale e' lungo in realta' solo pochi centimetri, ma si tratta di un tragitto lungo e pericoloso. La durata media di questa fase e' di 1 ora/1 ora e mezza.
Finalmente la testa del bimbo arriva al Piano perineale e con l'aiuto della mamma che dovra' fare delle spinte fortissime, con l'aiuto delle contrazioni uterine e, se occorre, anche dell'Ostetrica, la testa del bimbo verra' spinta fuori della Vulva e, a seguire, usciranno le spalle, la pancia e le gambine.
Commozione alle stelle e rianimazione del papa' che ha assistito al parto.

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IL TAGLIO CESAREO

Il Taglio Cesareo e' un intervento chirurgico che viene eseguito quando si creano delle condizioni che impediscono al bambino di nascere per la via naturale.
In alcuni casi il Taglio Cesareo viene eseguito di urgenza, quando per esempio il Travaglio di Parto viene complicato da uno stato di sofferenza fetale o da problemi di rallentamento della Dilatazione del collo uterino o della progressione della testa fetale attraverso il Canale Vaginale. In altre occasioni, come la Presentazione Podalica in prima gravidanza o il Ritardo di Accrescimento Fetale o la Sproporzione feto-pelvica, per citarne alcune, l'intervento si puo' programmare in modo da eseguirlo prima che comincino le contrazioni.
Il Taglio Cesareo consiste nell'aprire, in anestesia generale o locale, la cute dell'addome, poi lo strato muscolare, poi ca cavita' peritoneale e infine l'Utero. Si tira fuori il bimbo, gli si taglia il cordone ombelicale e lo si affida al personale del Nido per la prima assistenza.
Poi...si richiude la pancia.
I movimenti di pensiero intorno al Taglio Cesareo sono numerosissimi. Alcuni sostengono che si fanno nascere troppi bambini con questo intervento. Altri sostengono invece che bisognerebbe farne di piu'. Come al solito la verita'sta nel mezzo, nel senso che se ci si attiene alle indicazioni, il Taglio Cesareo permette, e ha permesso in questi ultimi decenni, di evitare tante tragedie.

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LA SALA PARTO

La Sala Parto e' il luogo dove nascono i bambini!!!
Ma non da molto tempo. Infatti solo pochi decenni fa quasi nessuno si sognava di andare a partorire in ospedale. Ai tempi dei nostri nonni e forse anche dei genitori di alcuni di noi, si nasceva in casa, con l'assistenza della Levatrice e, in casi estremi, del medico. Ora le cose sono cambiate. Per fortuna quasi tutti gli ospedali hanno una o piu' sale parto attrezzate ad affrontare tempestivamente tutte le possibili complicanze del Parto.
In genere la Sala Parto consiste in due locali: la Sala Travaglio, dove la donna trascorre tutte le ore del travaglio il piu' comodamente possibile, e la Sala Parto vera e propria, dove la gestante viene trasferita quando e' il momento dell'espulsione del bimbo. Nella Sala Parto la mamma viene in genere fatta sdraiare su un lettino attrezzato in modo che possa effettuare il massimo delle spinte e dove l'ostetrica possa operare le manovre necessarie all'assistenza.
Anche qui ci sono molti movimenti di pensiero. Si sostiene da alcuni anni che bisognerebbe tornare a partorire in casa, dove la mamma comunque sarebbe a proprio agio, meglio che in ospedale. Oppure che bisognerebbe abolire il lettino da parto e tornare a delle posizioni piu' naturali. Forse bisognerebbe chiedere alle mamme che cosa ne pensano in realta' prima di teorizzare soluzioni che potrebbero non andare bene per tutti.

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LA PRESENTAZIONE PODALICA

Nella stragrande maggioranza dei casi il bimbo si mette in Presentazione Cefalica, cioe' la prima parte che presenta alla nascita e' la testa. In una piccola percentuale dei casi, invece, avviene il contrario, cioe' la prima parte presentata alla nascita e' il sederino (Podice). Questa situazione comporta dei rischi, soprattutto se si tratta del primo parto perche' mentre le gambe e il sederino riescono ad uscire senza tanti problemi, quando e' il momento delle spalle e della testa, si creano sovente delle complicazioni che possono mettere a repentaglio la vitalita' del bimbo. Per questo da alcuni anni ti tende ad eseguire il Taglio Cesareo come intervento programmato nei casi di Presentazone Podalica alla prima gravidaza.

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IL COMPITO DELL'OSTETRICA

L'Ostetrica ha il compito di seguire la mamma da quando entra in Sala Travaglio a quando viene dimessa dall'ospedale. I suoi compiti sono in parte tecnico-operativi, e in parte psicologici. E' essenziale infatti che il personale della Sala Parto, ostetriche, infermiere e medici, collaborino affinche' la mamma trovi un ambiente confortevole e una assistenza che sia professionale e umana. Questo perche' partorire e' un momento estremo per una donna e l'ospedale non e' per definizione un ambiente familiare come puo' essere la propria casa. L'ostetrica ha un compito molto delicato. La mamma ricordera' per sempre tutto quello che le e' successo in Sala Parto, nei minimi dettagli. L'ideale e' che le gestanti prendano contatto con l'ambiente dove dovranno partorire e con il personale della Sala Parto qualche settimana prima del termine della gravidanza, in modo che possa crearsi un clima di fiducia o, se questo non accadesse....di cambiare in tempo ospedale!

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IL COMPITO DEL MEDICO

Il medico che assiste il Parto e' in genere uno specialista in Ginecologia ed Ostetricia. Cosa deve fare? In realta' niente! Questo perche la maggiorparte dei parti avviene naturalmente. Qualche piccolo accorgimento terapeutico potrebbe essere necessario, ma se si puo' evitare sarebbe preferibile. La cosa fondamentale e' che il medico, l'ostetrica e il personale infermieristico lavorino in squadra in modo da seguire il Travaglio e il Parto il piu' discretamente e professionalmente possibile. In realta' e' la mamma che fa nascere il suo bambino, il medico deve essere solo pronto ad intervenire se in un momento qualsiasi del travaglio o del parto, si presentano delle complicazioni. Per fortuna questo accade in un numero limitato di parti, ma, per sfortuna della specie umana, le complicazioni del parto possono mettere in pericolo la vita o la salute della mamma e del nascituro. Il compito del medico e' quindi quello di coordinare il lavoro e di intervenire tecnicamente e chirurgicamente se occorre.

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IL COMPITO DELLA MAMMA

La Mamma, che non e' ancora mamma, deve avere fiducia e deve lavorare sodo. La cosa essenziale e' risparmiare le energie per non trovarsi troppo stanche e distrutte nel momento piu' impegnativo del travaglio: la fase espulsiva. La gestante va incoraggiata, informata di quello che le sta accadendo e di quello che le accadra'. E' importante conoscere un po' di Training autogeno, di coordinare la respirazione, tutte cose che si imparano ai corsi preparto, ma soprattutto bisogna che le mamme sappiano che sara' dura, ma che alla fine sara' bellissimo.

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ALLATTAMENTO

Il bimbo e' nato!! E ora? Come si fa a farlo smettere di piangere? Bisogna attaccarlo al seno. Sembra la cosa piu' naturale del mondo, ma in realta', almeno la prima volta, si possono creare delle difficolta'. E' bene che tutto il personale infermieristico e medico collabori con attenzione in questa fase delicatissima del contatto tra madre e figlio, stimolando la mamma ad attaccare il bimbo al seno, anche se sembra che il bimbo dorme o che non ha fame e chissa' cosa. Durante l'allattamento al seno il bimbo e la mamma si scambiano una enorme quanita' di messaggi sensoriali, psichici e chimici. Questo e' essenziale per creare un rapporto naturale tra madre e figlio che duri nel tempo.
Ormai nessuno discute piu' sulla utilita' dell'allatamento al seno. La moda del latte artificiale, per fortuna, e' quasi scomparsa. Molto si discute invece su quanto debba durare l'allattamento. I pediatri per lo piu' tendono a limitare il periodo a 4-6 mesi, in modo da anticipare lo svezzamento. Nel latte infatti mancano alcuni principi nutritivi essenziali che debbono essere introdotti prima che le scorte, accumulate nelle ultime settimane della gravidanza, si siano esaurite.

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